Mercati USA: Bolla… o non??

Scritto il alle 10:44 da [email protected]
Il conflitto in medio-oriente ed i venti di guerra che soffiano dall’est Europa hanno portato, almeno nell’ultimo mese, scetticismo e timore tra gli investitori. Soprattutto per quanto riguarda le piazze dell’eurozona. Mercati come il Dax di Francoforte, che ha battuto record su record nei mesi precedenti, sta facendo fatica a mantenersi sopra i 9.900 punti ed ha perso quello smalto e quella brillantezza di cui eravamo fin troppo ben abituati, ma non è il solo. Anche Parigi, Madrid e la nostra Borsa di Milano stanno soffrendo da oltre un mese.


Diversa, invece, la situazione a Wall Street. I principali indici Americani, come l’SP500, il Nasdaq ed il Dow Jones restano ben impostati al rialzo, dimostrando una forza relativa nettamente superiore ai mercati europei.


Sufficienti saranno i grafici sotto proposti per aver una visione chiara della situazione.


INDICI AZIONARI STATUNITENSI


INDICI AZIONARI EUROPEI



Spesso sentiamo dire che, considerato i livelli record toccati dai mercati statunitensi, questi siano in procinto di trovarsi nuovamente “in Bolla”. La domanda è: ma siamo proprio sicuri? Secondo un’analisi condotta dal nostro Ufficio Studi riteniamo che sui mercati americani, nel lungo termine, ci siano ancora concrete possibilità per veder salire le quotazioni. Gli investimenti sul mercato azionario, nonostante le quotazioni siano sui massi storici, potrebbero risultare, nei prossimi mesi, ancora appetibili. Ci sono 3 fattori che ci inducono a credere che, al momento, gli USA hanno ancora spazi per crescere: Massa Monetaria, Inflazione e Tassi a lungo termine. L’inflazione si attesta al 2,1% (rilevazione di Maggio ’13 vs Maggio ’14) e il rendimento a 10y si trova su livelli medio-bassi (2,4%). Ricordiamo che prima della “grande crisi” l’inflazione era superiore al 5% (nei mesi precedenti il grande ribasso) ed i tassi erano superiori al 4% (conveniva, perciò, investire sui Bond rispetto all’azionario).


Interessante pure l’andamento di M1: come possiamo vedere dal grafico sottostante, rappresentativo la variazione % della massa monetaria, dopo il minimo formato negli anni 2006 – 2007, dal quale è iniziata la grande crisi globale, i massimi ed i minimi della linea rappresentativa M1 sono crescenti.


MASSA MONETARIA / VARIAZIONE % BASE ANNUALE



Come possiamo vedere dall’immagine sopra proposta la “grande crisi” dei mutui subprime è stata chiaramente alimentata dalla mancanza di liquidità nel circuito economico-finanziario. Aumentato la massa monetaria, automaticamente sono saliti anche i listini.

INFLAZIONE





RENDIMENTO 10y USA



Come possiamo vedere dai grafici sopra proposti la situazione è molto diversa rispetto a quando i listini americani formarono il massimo del 2007, dal quale nacquero i violenti ribassi che ormai tutti conosciamo. Quindi, per il momento, nonostante le quotazioni siano praticamente “salite in cielo”, non riteniamo che la situazione possa assumere quel livello di criticità pre-crisi.


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