Un articolo che non condivido assolutamente – “Cosa sono i mercati finanziari?”

Scritto il alle 11:20 da [email protected]

Di seguito riporto un articolo pubblicato su la Repubblica.it da Leonardo Becchetti. Non condividendo assolutamente il pensiero dell’autore ho evidenziato in rosso le mie riflessioni.
Non aggiungo altro, tranne che sono schifato da certa gente e da certi giornali.

In nero l’articolo, in rosso le mie evidenze.


Cosa sono i mercati finanziari ? Un insieme di operatori che nel beve termine gioca con l’analisi tecnica, con supporti, resistenze e medie mobili costruendo convenzioni rialziste o ribassiste che permettono di fare grandi guadagni.
Non è proprio così. Probabilmente Lei avrà letto si e no un libro di Analisi Tecnica, provato a replicare e perso tutti i soldi in quanto privo di preparazione necessaria.
Per capirlo non ci vogliono modelli complicati, basterebbe stare un giorno con i trader, sentire le loro conversazioni, leggere i loro blog o le riviste di borsa.
Magari! E pensare che per arrivare a certi livelli qualcuno ci mette anni e anni, studio, corsi, seminari, libri, approfondimenti, riunioni e ancora studio, ancora corsi, ancora seminari, ancora libri e sempre più approfondimenti….
E’ l’unico mestiere che da meritocrazia. Non importa se sei figlio di un avvocato, di un dottore, di un primario, se hai le raccomandazioni o se lecchi bene il culo al capo. Qui se sei bravo guadagni, se non lo sei cambi lavoro. Come dovrebbe essere….tra l’altro… in tutti i mestieri. Purtroppo, in Italia, ci sono altri sistemi.

E’ per questo che gli sforzi di legare le dinamiche giornaliere di variabili come lo spread a fondamentali o a notizie dell’economia reale appaiono spesso ridicole razionalizzazioni ex post. E chi le fa assomiglia agli antichi aruspici, ad un indovino che cerca di interpretare il passato leggendo fondi di caffè o guardando le traiettorie che gli stormi di uccelli disegnano nel cielo.
Si vede che non c’ha capito un cazzo. Qui non si tratta di “tirare ad indovinare”, si tratta di fare delle scelte, come qualsiasi imprenditore fa. Qui si calcola il rischio, si calcola il beneficio, si osservano le variabili, le situazioni, la convenienza, la sconvenienza.
Purtroppo chi, come l’autore dell’articolo, è a busta paga… certe cose non le può capire.
Per nostra fortuna lo spread sta scendendo e ha varcato la “simbolica soglia” dei 300 punti. Proviamo a fare l’elenco delle notizie positive che hanno determinato questo spettacolare risultato: l’OCSE ha ulteriormente rivisto al ribasso le previsioni di crescita dei vari paesi per il prossimo anno (Italia inclusa), la Grecia è in una crisi irreversibile con un debito che continua a crescere nonostante le sue ristrutturazioni (onerose per noi) si susseguono, i paesi dell’UE non si mettono d’accordo sul bilancio, negli Stati Uniti si avvicina minaccioso il problema del fiscal cliff, il Fiscal Compact è una camicia di forza insostenibile che blocca i tentativi di ripresa italiana. E divertiamoci anche a vedere come cambiano le interpretazioni e gli effetti degli stessi eventi quando l’ottovolante sale o scende. Nei giorni della tempesta ricordo come si guardasse con terrore al rischio che la Francia perdesse la tripla A e i commenti terroristici sulle discussioni sulla Tobin tax dei giornali più blasonati (“crollano i mercati per timori di approvazione della Tobin tax”). Ebbene ora che l’ottovolante scende la Francia ha perso la tripla A ma non se ne è accorto nessuno. La Tobin tax è stata approvata in Francia, è in corso di approvazione in Italia ed è stato approvato il percorso di cooperazione rafforzata che porterà ad una sua approvazione in sede europea. I mercati che si stanno godendo il trend di riduzione degli spread non mi pare si siano stracciati le vesti.
Lo spread non sta scendendo “per fortuna”. Ma semplicemente perché qualcuno ha investito in Titoli di Stato, facendo così abbassare il rendimento e riducendo automaticamente la forbice con i Titoli di Stato Tedeschi. Lo spread non è sceso per “fortuna”…
Eppure i numeri ci stanno dicendo che l’italia è messa molto peggio rispetto a novembre 2011…. Quando lo spread era sopra i 500 punti base. Come può essere possibile?!?! Probabilmente… anche lo spread… è pilotato… come tutti noi.

L’unica vera notizia a cui dobbiamo guardare è quella che ha veramente avuto il potere di invertire la direzione dell’ottovolante ma più che una notizia fondamentale è un risposta diretta alla speculazione. Quest’estate come tutti ricordiamo il governatore Draghi in un famoso discorso disse che la BCE avrebbe fatto di tutto per salvare l’euro e aveva concluso con un efficacissimo “credetemi quel tutto sarà abbastanza”. Era un messaggio in codice ai “bambini” analisti tecnici.
Probabilmente deve aver preso delle belle “legnate” in borsa per odiare così l’analisi tecnica…
…molto più semplice scrivere due stronzate in cambio di uno stipendio fisso al mese.
Se con uno spread tra i 400 e i 500 continuate a puntare alla sua salita avete poco margine di guadagno. Ci sono io con risorse illimitate che mi metterò contro ed eviterò il fallimento dell’euro. Ho anche il potere di sospendere il gioco e cambiare le regole (lo scudo antispread) per cui non vi conviene proseguire in questa direzione. Vi conviene forse invece mettervi in direzione opposta, scommettere sulla discesa. In questo caso mi avrete dalla vostra parte e lo spazio per guadagnare è molto ampio (lo spread può scendere da 500 a fino a 100).
Bella scoperta! E chi pensava facesse le regole?!?! Non mi venga a dire la politica….

Dovremmo forse trarre una conclusione di cui ho più volte parlato su questo blog. Visto che i mercati finanziari (soprattutto nel breve) sono questo, ha senso affidare all’ottovolante e a questi sussulti irrazionali una cosa seria come gli oneri del debito pubblico di un paese, le risorse necessarie per finanziare le nostre pensioni, la sanità, il welfare ? O è forse necessario costruire dei meccanismi che correggano e stabilizzino gli effetti delle fluttuazioni di breve termine sulle dinamiche del debito e delle spese per interessi ? La risposta di Draghi con lo scudo antispread è stata sì. Finora è bastata solo la risposta ma quando l’altalena riprenderà ad andare nella direzione a noi più sfavorevole sarà necessario dare a questa risposta attuazione concreta.
Ma quali meccanismi! Il potere è in mano a loro…alle banche, ai fondi d’investimento…. alla grande finanza internazionale… come possiamo pretendere che chi conduce la partita cambi le regole a favore dell’avversario?!?
Disclaimer: il pezzo intende sottolineare “socraticamente” la nostra impossibilità di razionalizzare le dinamiche di breve dei mercati (e anche i loro trend). Non intende affermare che non debba esistere un ambito nel quale operatori assumono rischi e forniscono liquidità. Dire che non possiamo vivere in preda dei mercati finanziari non vuol dire che i mercati finanziari e chi vi opera non debbano esistere

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